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Fernando Alonso corre a Indianapolis e non a Montecarlo

La decisione del pilota spagnolo apre uno scenario molto interessante, talmente affascinante da sembrare un po' telefonato e orchestrato... a pensare male si commette solo peccato?

Pubblicato il 14 Aprile 2017 - Condividi su: Twitter, Facebook, Google+ - Tag di questo articolo: F1-2017, Alonso, IndyCar, Indianapolis, McLaren-Honda

Il rapporto travagliato tra McLaren - Honda e Fernando Alonso ci ha regalato fino ad oggi tanti panni sporchi lavati in pubblico e frecciate velenose in continuazione. Il fatto che lo spagnolo abbia avuto via libera per partecipare alla 500 Miglia di Indianapolis, saltando il Gran Premio a Montecarlo, è un nuovo livello della vicenda. O forse no.

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McLaren returns to Indianapolis with Honda & Andretti Autosport. Fernando will drive in #Indy500: https://t.co/LLKMVlJfcc #McLarenIndy https://t.co/2CSc3vnFHC

Scritto da McLaren su Twitter

Fernando motiva così la sua decisione:

Se voglio essere il miglior pilota del mondo ho due opzioni: o vinco 8 mondiali, uno più di Michael, ed è improbabile, o vinco in serie diverse, nelle gare più importanti al mondo ed essere un pilota che riesce a competere in serie diverse su macchine diverse.

Fernando Alonso

Sebbene l'affermazione di Fernando sia comprensibile e condivisibile, dal divano siamo giunti alla conclusione che questa sia una gran bella mossa di marketing, molto furba e che fa bene un po' a tutti. Quasi viene il sospetto che sia stata ragionata da tempo. Andremo subito al punto: la decisione suona come una tacita ammissione da ambo le parti (e per lo spagnolo questo lo sapevamo già, un po' meno per quanto riguarda la parte giapponese della McLaren - Honda) che il progetto di quest'anno non sia così competitivo tanto da ammettere che una gara in più o in meno disputata dal pilota di punta non faccia poi tanta differenza nell'economia del Campionato. Considerando inoltre le fiancate spoglie delle vetture di Paragon, con gli sponsor pesanti latitanti da tempo, una mossa di questo tipo, lanciata come un sasso nello stagno dall'uomo più rappresentativo e data buona dai vertici aziendali, può essere un buon metodo per tornare a far parlare in generale e su un universo parallelo alla Formula 1 dell'insieme McLaren, Honda e Alonso. Non importa che se ne parli bene o male. L'importante è che se ne parli. Troppo cinici? Forse. Però, dai, è strano come le varie blindature dei contratti, di solito insormontabili, qui praticamente non siano esistite.

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#ThrowbackThursday #McLarenIndy #JustSayin https://t.co/KEi3tisZeF

Scritto da McLaren su Twitter

Nel caso si viva nel mondo delle favole e si prenda in buona fede l'avventura estemporanea (comunque affascinante) di Fernando e la McLaren, la 500 Miglia di Indianapolis (o Indy500) è una delle corse più longeve che le competizioni motoristiche possano annoverare, tant'è che l'impianto è stato costruito, tra i primi tre al mondo, nel 1909. Il nome, poi, dice tutto: la distanza di gara è di cinquecento miglia o 804,762 km secondo i calcoli di Google. Il catino, parola molto folkloristica per definire un tracciato a pianta ovale, rappresenta il concetto più a stelle e strisce di competizione in pista, anche se fa sorgere domanda: che sfida può rappresentare un tracciato simmetrico con quattro curve nella stessa direzione da affrontare a tavoletta? Per noi con il sedere sul divano nessuna, ma per chi ci ha guidato Indy è una cosa viva che si muove. Bisogna tenerne conto.

Niente è paragonabile alla 500 Miglia di Indianapolis.

Mario Andretti

E se lo dice Piedone...

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A Fernando #Alonso piacciono le sfide: "#F1 rimane la priorità ma..." 🔜 🚘https://t.co/2f9BiQblE1 https://t.co/u8ObQKznPI

Scritto da Eurosport IT su Twitter

Molti, in seguito all'annuncio, hanno tirato fuori dal dimenticatoio la Triple Crown, cioè quel riconoscimento informale puramente statistico per designare chi vince il GP a Montecarlo, la 24 ore di Le Mans e la 500 Miglia di Indianapolis. Un po' come chi segna una tripletta in una partita di calcio che si porta a casa il pallone, solo che qui nemmeno ti danno il pallone. Fossimo stati negli Anni Sessanta saremmo davanti a qualcosa di davvero sentito e iconico, perché il riconoscimento incoronerebbe chi ha saputo mettere in riga tre mondi completamente diversi (eppure complementari) di correre in automobile. E con quali automobili! Solo che siamo nel 2017 e, per tante ragioni, si è perso il motivo per cui questa tripletta sia così affascinante.

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Only 55 days until the #Indy500 Time to do a little brushing up on @IMS history. https://t.co/lHGx7GLWDi

Scritto da Paul Dalbey su Twitter

Tornando ai dettagli, da qui al giorno della Indy500 Alonso dovrebbe sostenere, oltre alla preparazione al simulatore e definizione di aspetti tecnici, anche il Rookie Orientation Program, una specie di esame di guida per gli esordienti su ovale, che consiste nel girare per quattro batterie di dieci giri ciascuna mantenendosi dentro un range di velocità media che a ogni nuovo step si alza. Passato l'esame di guida, sarà possibile effettuare le prove, partecipare alle qualificazioni (familiarizzando con un sistema di assegnazione dei posti in griglia unico nel suo genere) e quindi alla gara vera e propria.

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We're delighted to announce that @JensonButton will race in the #MonacoGP. More on JB’s one-off return to F1 racing: https://t.co/KNH1RjyZO0 https://t.co/RHnf0r8wkZ

Scritto da McLaren su Twitter

Fernando potrà fare bene ad Indianapolis? Considerando che la vettura sarà il quinto allestimento fatto dalla Andretti Motorsport per la gara nell'Indiana e che l'anno scorso si è imposto Alexander Rossi (esordiente, proveniente dalla Formula 1 e non certo della stessa pasta dello spagnolo) proprio con l'ultima vettura preparata dalla scuderia degli Andretti, si può puntare in grande, anche se bisogna considerare il fatto che l'Indycar sia diventata un monomarca livellato verso l'appiattimento delle prestazioni e che la gestione delle gare su ovale non sia proprio un concetto di facile digestione per un pilota di scuola europea alla prima apparizione su un super-speedway. Di fatto le cose non saranno semplici. Come andrà lo scopriremo solo vivendo, parlando di McLaren, Honda, Alonso e il ritorno di Jenson Button durante una domenica impegnata a vedere prima la gara di Montecarlo e poi quella a Indianapolis... un programma tanto perfetto da sembrare frutto di una precisa volontà. Non siete ancora della nostra idea?

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