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La Val Senales e una breve storia minore degli scatti panoramici

Tre stupendi giorni in Val Senales ci hanno fatto progredire tecnicamente in pista e ispirato qualche novità non proprio nuova per il sito - 56K WARNING

Pubblicato il 10 Maggio 2017 - Condividi su: Twitter, Facebook, Google+ - Tag di questo articolo: Sci, Panorama, ValSenales

L'articolo è stato rivisto e corretto rispetto alla sua stesura originale (aggiornamento: 17 Novembre 2017).

Un navigatore affezionato a questo sito recentemente ci ha fatto notare che con la nuova revisione di officialROAR sono spariti i contenuti relativi allo sci, cioè le foto scattate durante le uscite in pista e pasticciate con i filtri tipo Instagram, come estetica corrente esige.

Tra ufficialità e ufficiosità abbiamo due motivi per cui le foto sono saltate. Primo: c'è chi fa meglio di noi e propone una collezione più seria di scatti. Secondo: lo spezzone di programma che gestisce le gallerie fotografiche va rivisto per infinite ragioni, partendo dall'allineamento delle codifiche dei caratteri. Si tratta di un processo per cui c'è voluto un po' di tempo... sai che novità.

In vetta guardiamo giù verso la Val Senales

In vetta guardiamo giù verso la Val Senales - Credit: qui

Sfruttando il fine settimana lungo del Primo Maggio e una congiunzione astrale per cui la migliore neve dell'inverno l'abbiamo trovata dopo un avvio sparato di primavera, abbiamo potuto godere al meglio della fantastica Val Senales, area che non ha bisogno di presentazioni per chi se ne intende di sciolina: infatti, tra i vari mazinga avvistati in pista, abbiamo avuto modo di scendere paralleli (separati solo da uno skilift) a Marie-Michèle Gagnon, numero 14 nella Classifica di Coppa del Mondo 2017, impegnata nella preparazione per la nuova Stagione.

Considerando l'inverno trascorso non avremmo mai pensato di trovare un paesaggio così

Considerando l'inverno trascorso non avremmo mai pensato di trovare un paesaggio così - Credit: qui

Per la cronaca, la simpatica canadese ci ha asfaltato già nei primi metri di pendio e nel giro di quattro-cinque curve è sparita dai radar. Il risultato, molto prevedibile (sebbene altrettanto fastidioso per l'ego di chi scrive), è la prova lampante di come padronanza del gesto tecnico (in una parola sola: il talento), preparazione atletica e collaudo dei materiali possano fare una differenza abissale con lo sciatore della Domenica. Spingendo più in alto l'asticella del ragionamento, la cura dei minimi dettagli permette di trovare quei decimi di secondo che nelle gare di Coppa del Mondo fanno la differenza tra vittoria, podio, top-10 e via scorrendo la Classifica verso il fondo. Se lo chiedete ad un allenatore, vi dirà che questi decimi (o anche centesimi) sono quelli difficili da limare.

Fonte: vimeo.com

Per chi si sentisse completamente a disagio con l'intero Universo, tanto da voler vedere da lontano cosa c'è dietro l'approccio scientifico a questo sport, si può fare un'infarinatura di fisica e meccanica applicata allo sci facendo un giro qui oppure dare un'occhiata a come si muovono i modelli in 3D degli atleti (e ne abbiamo proprio uno dedicato alla curva da gigante della Gagnon che abbiamo visto rallentata nel video traballante riportato sopra): ne abbiamo trovato una collezione esagerata sul canale SketchFab di questo ricercatore giapponese (o presunto tale).

Se prendiamo in considerazione, tanto per fare un esempio con il modello qui riportato, la curva da Super-G dell'atleta austriaca Mirjam Puchner, possiamo notare come l'azione in curva sia più prolungata e l'angolazione rispetto al terreno sia più pronunciata se paragonata ad una curva da gigante: questa configurazione è dovuta al raggio di curva più ampio e alla velocità di percorrenza più elevata. In ogni caso, svincolandoci dal discorso fisico, abbiamo scoperto che i modelli 3D esplorabili ci piacciono: roba da guardarseli tutta la giornata e andare in trip come nei video psichedelici degli Anni Settanta con i frattali rotanti sullo sfondo.

Da una parte gente che scende, dall'altra gente che sale

Da una parte gente che scende, dall'altra gente che sale - Credit: qui

La tre giorni sulle montagne di Oetzi ci permette di rispolverare una feature del sito in auge nei tempi che furono: le foto panoramiche. L'idea di navigare in una foto sferica è un concetto che ci ha sempre intrigato, sin dalle primissime che avevamo visto sull’Enciclopedia Encarta... circa 1998, quindi un'epoca molto (tanto) antecedente anche al lontano concepimento di concetti tipo esperienza immersiva da parte dell'esperto di marketing di turno e con cui oggi siamo rintronati. In ogni caso, circa dieci anni fa, avevamo già implementato su officialROAR la possibilità di usufruire di contenuti a 360°.

Val Senales, Rifugio Bella Vista - autore: ROAR

(foto panoramica, per esplorarla clicca e muovi il mouse - script credit)

Nel 2007, escludendo i professionisti del settore (sperando che questo caveat sia facilmente comprensibile), scattare una fotografia panoramica sgangherata da pubblicare su un sito personale era un esercizio per i disadattati da competizione, sia per le pose plastiche con cui ci si doveva muovere durante lo scatto (dovute alla totale assenza di punti di riferimento), sia ai numeri da circo con i settaggi dei programmi di stitching, di solito rimediati su pagine di progetti universitari e quindi con modalità di utilizzo non proprio amichevoli. L'obiettivo era quello di ottenere un panorama cilindrico decente, perché un panorama sferico completo era come raggiungere l'El Dorado. E noi non lo abbiamo mai raggiunto, ça va sans dire.

Oggi la situazione è sensibilmente diversa: gli smartphone riescono ad assistere con il posizionamento degli angoli giusti per lo scatto e tutta l'operazione di stitching viene eseguita in locale dal device stesso. Il risultato, quasi immediato, è un panorama sferico (con le giuste proporzioni geometriche dell'immagine) che può essere dato in pasto allo script installato sul sito, con un risultato davvero spettacolare. Per tutti coloro che stanno pensando mi piacerebbe sapere dove hai scattato la foto, il 360° in questione è stato ripreso alle spalle del Rifugio Bella Vista, sprofondati nella neve di almeno mezzo metro.

Definizione di mille-righe

Definizione di mille-righe - Credit: qui

Alla fine di questo pistolotto, rimane una questione sospesa: com'è che da una tre giorni di sci e atlete che si allenano siamo finiti a parlare di gingilli tecnologici? Bella domanda, un altro mistero misterioso. Probabilmente perché ci andava di farlo, perché il vintage e il tema del vissuto informatico tirano sempre. In realtà stavamo aspettando l'occasione per tirare fuori una morale scontata: nessuno di questi cosi e delle loro capacità di calcolo riuscirà mai a restituire lo stesso gusto di stare in vetta, respirare l'aria fina e tirare i curvoni in piega lasciando la sbinariata sul mille-righe la mattina presto. Perlomeno quando il gesto tecnico appena descritto ci riesce.

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