Mario Poltronieri - Il tempo passa e se ne va anche in Formula 1

Con Mario Poltronieri se ne va un mondo e un modo di fare telecronaca che purtroppo non tornerà più indietro

Pubblicato il 19 Gennaio 2017 - Condividi su: Twitter, Facebook, Google+ - Tag di questo articolo: Formula1, F1-80s, Poltronieri, TV

Saremo onesti: noi di officialROAR non ci ricordiamo bene bene bene delle telecronache di Mario Poltronieri, fondamentalmente perché non abbiamo l'età giusta per aver potuto apprezzare, capire e valutare il suo operato ai tempi che furono. Potremmo dire che i ricordi sono un po' confusi (un po' tanto). Tirando in mezzo un paragone che magari sembrerà campato per aria, è un po' come parlare delle telecronache di Dan Peterson, ci ricordiamo e abbiamo fatto nostro il mamma butta la pasta, ma poi basta: tutto il resto del suo lavoro lo abbiamo apprezzato più a fondo da grandicelli grazie a Internet o alle trasmissioni d'epoca che ogni tanto lanciano a mo' di tappabuchi. Però in un ambito temporale differente e quindi con uno sforzo aggiuntivo di ricontestualizzare tutto.

Mamma non stare nei pensieri sono qui con Poltronieri

Mamma non stare nei pensieri sono qui con Poltronieri - Credit: qui

Lo stesso vale per Poltronieri: ci ricordiamo in maniera vivida il ritmo un po' blando, magari soporifero, del commento e il fatto che la sua cronaca avesse più o meno mezzo giro di ritardo sulle immagini che scorrevano in televisione. Talmente personaggio leggendario che su Topolino era diventato Bolsonieri in Zio Paperone e l'avventura in Formula 1 (1984). Qualcuno via Facebook ha detto che anche il 1 Maggio 1994 Poltronieri fosse arrivato con un po' di ritardo su quello che stava succedendo in pista al Tamburello e sarà anche vero, ma la lunghissima diretta della gara se l'era portata a casa, con tutto quello che era successo nel fine settimana, con tutto quello che succedeva in pista, ai box, sulle gradinate e con quanto rimbalzava da Bologna. Se l'era portata a casa, dicevamo, considerando anche i tempi e modi delle comunicazioni all'epoca, senza strazzarsela con millemila considerazioni banali. Da grandi l'abbiamo davvero riscoperto, sia nelle maratone notturne di filmati d'epoca su RaiSport, sia, soprattutto, con un'intervista ad Autosprint datata circa 2007, in cui avevamo appreso del suo passato di pilota e collaudatore per Abarth, una serie di aneddoti praticamente infinita sulle corse Anni Settanta / Ottanta e sulle dinamiche nei corridoi della Rai. Talmente personaggio che gli avevamo perdonato pure di aver espresso una preferenza per Alonso nei confronti di Raikkonen.

Uno dei lati negativi del tempo che passa è quello di lasciarsi trasportare spesso da concetti come si stava meglio quando si stava peggio o ma quanto erano belli i tempi andati, perché quando si è sommersi dalle scartoffie su una scrivania e si ripensa a noi saltafossi tutto sembra fosse più figo e leggendario. Magari lo era, ma cercheremo di essere analitici, a costo di risultare cinici. La Formula 1 dei tempi di Poltronieri, almeno quelli che abbiamo visto, era ne' più ne' meno bella o spettacolare di quella attuale, probabilmente più rischiosa, ma quando i primi se ne andavano via, rifilavano anche un giro al terzo classificato, roba da sprofondare nel divano come e più di adesso. Però in quel 1994, oltre al placido commento di Poltronieri, in cabina c'erano Ezio Zermiani (e le gag con Nelson Piquet), Gianfranco Palazzoli e Clay Regazzoni; siccome i Gran Premi erano spartiti a metà tra la Rai e Mediaset, dall'altra parte c'erano Andrea de Adamich, Guido Schittone e la Claudia Peroni. E se proprio volevi esagerare, su TMC (TeleMonteCarlo) c'era Renato Ronco con Crono, tempo di motori e le dirette della 500 Miglia di Indianapolis. Con Poltronieri se ne va una parte di quell'epoca automobilistica molto ruspante, ma sicuramente commentata con più passione e un pizzico in più di competenza. Se volevate sapere qual è il colpo del ko che ci riserva la scomparsa di Mario Poltronieri, ora lo conoscete. Godspeed.

→ Copyright © 2006-2017 www.officialroar.altervista.org. → CopyrightHTML5CSS.