Almanacco del Gran Premio dopo da Abu Dhabi

Un finale di stagione come le canzoni di Laura Pausini alla radio, che non vedi l'ora attacchino con quella dopo

Pubblicato il 02 Dicembre 2019 - Condividi su: Twitter, Facebook - Tag di questo articolo: F1-2019, Formula1, LibertyMedia, KeepFightingMichael - Feed RSS

Il nostro punto di partenza per commentare il Gran Premio di Abu Dhabi e il Campionato 2019 di Formula 1 è lo schemino che vedete nella parte in basso a destra della foto:

Non so quale pannello guardare

Non so quale pannello guardare - Credit: qui

Il Tyre Condition è il nuovo pannello grafico proiettato sugli schermi televisivi durante i Gran Premi: è stato introdotto recentemente e l'abbiamo visto anche a Yas Marina mentre Sebastian Vettel rincorreva Alexander Albon.

Poiché l'estetica è la stessa di un videogioco, Liberty Media deve avere accolto il prototipo della novità con un tripudio degno di un matrimonio alla corte del fu Boss delle cerimonie, dato che bene si accoppia con gli altri elementi grafici già presenti, soprattutto le animazioni dei piloti che fanno le smorfie (di solito un campionario di pose da pirla) a seconda di quello che succede in pista.

Il contenuto informativo di questo pannello è prossimo allo zero assoluto: stando a quanto si apprende, i numeri e i rettangoli colorati non sono ottenuti basandosi su qualche dato attuale e rilevato in pista, ma sono il prodotto predittivo di un programma che presumibilmente mette assieme arbitrariamente qualche modello teorico, il meteo, il riassunto delle puntate precedenti e altri parametri impalpabili.

In altre parole, siamo davanti all'equivalente dell'app che calcola l'affinità di coppia in base ai nomi o, per rimanere in ambito sentimentale, alle elucubrazioni degli esperti di Matrimonio a prima vista, i quali danno una valutazione predittiva in termini percentuali dell'affinità di una coppia di sconosciuti mandata all'altare.

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Gonna tell my kids these two were twins 💇‍♂️

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Scritto da Formula 1 su Twitter

Corbezzoli, questa componente caratteriale è stata sottovalutata è quanto dicono gli esperti di cui sopra quando, nei gran finali della serie, le coppie da loro create (a gran caso) vanno incontro al disfacimento: il parallelo funziona bene, perché nella foto Lewis Hamilton sta entrando ai box a cambiare le gomme, quando la grafica ci indica che sono ancora buone. Evidentemente, anche per gli pneumatici, siamo di fronte ad una componente caratteriale sottovalutata e a una percezione dell'io stravolta.

Chi crea l'app, sa che verrà scaricata da una platea con un'età media intorno ai quindici anni, se non meno; chi scrive il programma televisivo, sa che questo verrà fruito seriamente da chi (nonostante l'età) ragiona come se avesse ancora quindici anni o da chi si vuole sganasciare dalle risate osservando le miserie umane altrui. Detto questo, chi sta sul ponte di comando della Formula 1 che idea ha del suo utente medio? A chi vuole indirizzare il suo prodotto? A chi ha quindici anni? A chi fa grattare la marcia ogni volta che parte al semaforo? A chi va al bar vantando dieci titoli mondiali di Formula 1 vinti in poltrona?

Sono domande (e conseguentemente risposte) che Liberty Media dovrebbe ben valutare, perché non mi era mai capitato di non vedere l'ora che il campionato finisse, nonostante il contenuto tecnico e sportivo sia stato sempre interessante sull'arco della stagione.

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Gli anni passano, ma ogni gara e ogni giorno, resta un vuoto incolmabile.
Continua a Combattere Michael

Nulla é più lo stesso senza di te.

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Scritto da Saetta McQueen ⚡️ su Twitter

Appuntamento tra tre mesi, giorno più, giorno meno, in Australia. Viva la Ferrari!

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