Mega-Almanacco del Gran Premio dopo dal Belgio e Italia

Due gare, due vittorie e due grosse domande

Pubblicato il 09 Settembre 2019 - Condividi su: Twitter, Facebook - Tag di questo articolo: Formula1, F1-2019, Ferrari, Leclerc, KeepFightingMichael - Feed RSS

Il mese tondo tondo di pausa estiva imposto alle scuderie di Formula 1 porta ad un'improvvisa accelerazione da fermo del Calendario, che in questi primi giorni di Settembre ci propone il back-to-back tra Belgio e Italia.

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We’re preparing for our home #ItalianGP this weekend 🇮🇹
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Scritto da Scuderia Ferrari su Twitter

Nel giro di una settimana in Ferrari portano a casa due successi, buoni per raddrizzare una Stagione in cui i risultati non hanno concretizzato le aspettative strombazzate dopo le prime sessioni di test a Febbraio e potersi giocare le carte dell'abbiamo espugnato Monza dopo nove anni di digiuno e di Charles Leclerc con tifosi e sponsor, entità che hanno la memoria corta su tutti i passaggi osceni che la Scuderia di Maranello ci ha regalato dall'Australia fino ad oggi.

Il tifoso ferrarista che alberga in chi scrive può essere contento del risultato e festeggiare togliendo dalla naftalina la polo rossa con il Cavallino Rampante, ma il tempo che passa lo ha reso un tifoso acido che fa il criticone sempre e comunque.

Entrambe le vittorie erano state pronosticate con un certo anticipo, perché (secondo i bene informati) dal punto di vista tecnico la Ferrari attuale ha un vantaggio competitivo nei circuiti dove si può viaggiare scarichissimi di ala. Poiché il Corriere della Sera e altri big della carta stampata hanno ricamato un racconto epico incentrato sul concetto di vittoria del metodo Binotto, potrebbero andare da lui a chiedere come mai quest'anno si sia deciso di progettare una vettura in grado di essere competitiva solo su questo tipo di tracciati, visto che statisticamente sono più o meno tre su un calendario di più di venti gare.

In ogni caso chi vince ha sempre ragione, per cui poco importa il fatto che entrambe le vittorie siano maturate con un vantaggio minimo: a Spa, per esempio, durante tutte le sessioni le Ferrari avevano letteralmente distanziato la concorrenza, ma poi in gara hanno dovuto ripiegare su una strategia molto conservativa (quasi di difesa) perché, come sempre, le gomme non entravano in un ciclo di utilizzo efficiente come quello, ad esempio, dell'AMG Mercedes. Anche questa sarebbe una cosa da chiedere: come mai quest'anno si è deciso di progettare una vettura che può essere davvero competitiva con un'incidenza statistica minima e solo per un giro?

Ai posteri l'ardua sentenza.

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There’s only one king of Monza… 👑

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Appuntamento tra quindici giorni a Singapore. Viva la Ferrari!

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